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		<title>Delfini</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 21:02:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2>Delfini</h2>
<h2>Diario di Bordo Week-End del 09 e 10 Aprile 2011</h2>
<h2>Sabato</h2>
<p>Dopo il lungo inverno finalmente <strong>riprendiamo il mare</strong> barca nuova equipaggio nuovo stessa voglia di avventura.<br />
Ritrovo come sempre il Venerdì sera galoppata sull&#8217;autostrada e finalmente..il porto e la barca: <strong>One Eye</strong> è un bel <strong>Elan 434</strong> con 4 comode cabine.</p>
<p>Per gli amici alla prima esprienza velica è tutto una meravigliosa scoperta, la barca con il suo strano linguaggio i suoi termini incomprensibili e il suo <strong>innato fascino</strong>.<br />
Mi lascio coinvolgere da tutta questo interesse e fascino della scoperta e rinnovo la mia meraviglia e il mio stupore; tutto questo accresce il mio desiderio di partire di <strong>confrontarsi</strong> di nuovo con il mare con il<strong> vento e le onde</strong> in un <strong>dialogo infinito</strong> che si rinnova ogni volta.</p>
<p>Dopo una notte tranquilla giunge l&#8217;alba, un alba <strong>livida e nebbiosa</strong> che smentisce le previsioni meteo; non c&#8217;è vento il cielo grigio e la nebbia ci accolgono appena svegli.<br />
Prepariamo la barca e salpiamo non appena la foschia inizia a diradarsi.  Il mare è<strong> &#8220;un olio&#8221;</strong> non ci sono increspature tutto è una liscia e lucente <strong>superficie blu</strong> sulla quale la barca lascia la sua scia.</p>
<p><strong>Issiamo la randa</strong> e procediamo a motore placidamente per alcune ore.  Il mare e il vento sembrano essere oggi avari di emozioni ma non è così, ancora una volta il mare saprà stupirci.<br />
Inaspettatamente poco lontano dal <strong>mascone di dritta</strong> compare la prima pinna <strong>&#8220;delfini!&#8221;</strong> viriamo per raggiungerla e le pinne diventano due poi sempre di più.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2011/05/branco1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-857" title="Branco" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2011/05/branco1.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ci raggiunge presto <strong>Vega</strong> l&#8217;altra barca con la quale iniziamo un carosello di <strong>cerchi e virate</strong> accompagnati dai salti dei deflini che dividono le loro attenzioni fa i due equipaggi.<br />
Il gioco va avanti per più di un ora poi le nostre strade si dividono, i delfini<strong> riprendono il mare</strong> noi invece la via del porto.<br />
Concludiamo laserata con una splendida cena e la voglia di raccontare i dettagli del meraviglioso incontro agli <strong>amici</strong> che arriveranno domani..<br />
<strong>Alex</strong></p>
<h2>Domenica</h2>
<p>Le<strong> nebbie</strong> risalgono la valle fino al Passo del Turchino e di fronte a Genova le portacontainer sembrano galleggiare su un mare di nebbia.</p>
<p>Arrivati alla marina, osserviamo i podisti che fanno <strong>jogging</strong> con il K-way, mentre qualcuno di noi guarda se stesso, vestito come <strong>mago Merlino</strong> al ritorno da <strong>Honolulu</strong>.</p>
<p>Ma alle 10 la foschia si dirada, il tempo saluta le atmosfere in stile Coleridge e volge al sole pieno.<br />
Finalmente si sale su <strong>One Eye</strong>; buttiamo fuori dalle cuccette gli amici che si riposano dalle fatiche del sabato, fatiche di <strong>mare e di cucina</strong>.<br />
Partiamo: l’acqua è un <strong>campo da arare</strong> che aspetta il nostro solco. Allontanarsi dal molo, col motore a bassi giri, è quasi come lasciare un mondo, il <strong>mondo degli uomini</strong>, per entrare in una realtà nuova, dove sei ospite, e devi essere ospite riguardoso, silenzioso, attento.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2011/05/dscf0140.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-858" title="DSCF0140" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2011/05/dscf0140.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Che sei in una patria straniera te lo rivela<strong> il linguaggio</strong>: le parole che usi sulla terraferma, in mare non esistono più o perdono il loro <strong>significato terrestre</strong>; sulle barche, sulla barca a vela, si parla un’altra lingua, <strong>da iniziati,</strong> che sa di <strong>vento e salmastro</strong>, di ordini e avventura (l’avventura, per noi neofiti, è contenuta, per fortuna, in un ambito di mare placido e sole estivo e guidata con mani sapienti da Alex).<br />
Una <strong>bava di vento</strong> – 8 nodi – è quanto basta per provare la gioia della <strong>randa che si solleva</strong> e del <strong>fiocco che si gonfia</strong>.</p>
<p>Alex spegne il motore: il brusio cede al<strong> silenzio</strong>. Anche noi tacciamo. Oggi il mare è una tata paziente, e la barca la nostra <strong>culla</strong>: ecco, così, questo preciso momento spiega il <strong>concetto di pace</strong>.</p>
<p>Poi l’attimo di assoluto svanisce e il <strong>tempo riparte</strong>.<br />
Ci alterniamo <strong>al timone;</strong> sotto l’attenta supervisione dello skipper tutti proviamo a <strong>catturare il vento</strong>, un occhio al mare e uno al <strong>filetto che danza</strong> dietro al<strong> fiocco</strong> e che, in verità, non dovrebbe tanto danzare, ma starsene lì <strong>tranquillo e orizzontale</strong>.</p>
<p>Eccoci grandi timonieri, piccoli timonieri. Poi il vento saluta e se ne va. Torna il <strong>cicaleccio</strong> del motore; nel <strong>pozzetto</strong> di poppa si dà fondo alle scorte alimentari, decisamente non uno <strong>spuntino</strong> contro il <strong>mal di mare.</strong><br />
Un <strong>uccellino</strong> (una rondine?) si posa sull’<strong>albero</strong> e ci accompagna per qualche tratto alla ricerca dei <strong>delfini</strong> avvistati sabato che, però, oggi <strong>santificano la domenica.</strong><br />
E’ l’ora di rientrare, con le<strong> facce cotte dal sole</strong>, il cuore che si sente un po’<strong> marinaio</strong> e l’autostrada che ci aspetta, l’autostrada dove l’uomo torna a essere uomo comune correndo verso il lunedì.<br />
P.S.: mentre scrivo, oggi 25 aprile, qui in riva al mar Ligure è giorno di <strong>vento e di vele spiegate</strong>, quasi un invito…<br />
<strong>Stefano</strong></p>
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		<title>Vele d&#8217;altri tempi (seconda puntata)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 19:22:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2>Vele d&#8217;altri tempi</h2>
<p>Seconda puntata dell&#8217;avventura velica vissuta dal nostro amico <strong>Salvatore</strong> a bordo del <strong>Vecchietto.</strong></p>
<p>Partiti dal porto di <strong>Riva di Traiano</strong>, dopo una navigazione difficile per il forte vento, i nostri amici decidono di riparare a <strong>Cala Maestra</strong> e di trascorrere li la notte&#8230;</p>
<h2>Cinque amici in barca:</h2>
<h2>AVVENTURA SETTEMBRINA (2° parte)</h2>
<p>Durante la notte il <strong>vento</strong> s’era calmato e ci aveva lasciati dormire.</p>
<p>Ad onor del vero, Gigi aveva visto giusto, con l’aiuto del <strong>portolano</strong>, quando ci aveva consigliato di riparare a <strong>Cala Maestra</strong> che, col vento della sera prima, aveva offerto un riparo eccellente.</p>
<p>Le due <strong>ancore di prua</strong> avevano tenuto perfettamente e la<strong> barca</strong> non si era mossa di un millimetro.</p>
<p>C’era stata una leggera discussione sul fatto di <strong>filare una cima</strong> a terra per assicurarci ad un albero ma, quando si è trattato di decidere chi fosse dovuto scendere a terra, di notte, col vento che portava via ecc.. si era convenuto di usare le <strong>due ancore a prua.</strong><br />
Ragazziii! – Grida lo skipper che come al solito (per fortuna), è in piedi  per primo – Sveglia per la miseria!! <strong>Qui si va a fondo!</strong></p>
<p>Marasma generale di gente che si butta a destra ed a manca, bofonchiamenti, grugniti ed imprecazioni  sommesse e non.. – Gigi,  metti in moto ed aziona la <strong>pompa di sentina!</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/prua.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-757" title="prua" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/prua.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
</strong></p>
<p>Paolo, guarda dentro i <strong>gavoni</strong>: da qualche parte ci dev’essere la pompa a mano!</p>
<p>Andrea e Luca, uscite e cominciate a <strong>gonfiare il gommone!</strong> Veloci come fulmini! – Urla lo Skipper tra lo sciaguattare di piedi nell’acqua ormai alle caviglie.</p>
<p>Ognuno si precipita ad eseguire gli <strong>ordini ricevuti</strong>.</p>
<p>Nessuno osa fiatare, protestare o commentare. Per questo ci sarà tempo dopo&#8230;</p>
<p>Lo <strong>Skipper</strong> nel frattempo ha iniziato a cercare la <strong>presunta falla</strong>:  la temibile <strong>“via d’acqua”</strong>, terrore delle <strong>marinerie</strong> di tutte le epoche e di tutte le nazioni del globo.</p>
<p>Avendo escluso una <strong>falla strutturale</strong>, dal momento che lo <strong>scafo</strong> non ha subito colpi, strisciamenti o altro, lo Skipper opta per un’infiltrazione dalle <strong>prese a mare</strong>, dalla <strong>losca del timone</strong> oppure dall’<strong>astuccio dell’elica</strong> e comincia a verificare in tal senso.</p>
<p>Gigi, esci di qui e dai una mano agli altri di sopra. oppure guarda in giro che mi sembra ci sia un’altra pompa a mano, così aiuti Paolo ad <strong>aggottare</strong>.</p>
<p>Dopo aver verificato la <strong>chiusura</strong> di tutte le <strong>prese a mare</strong> nel piccolo bagno e sotto il lavello della cucina, lo Skipper si fa aiutare da Gigi a spostare la scaletta di accesso al pozzetto.</p>
<p>Sotto la scaletta, infatti,  c’è il <strong>vano motore</strong> che ospita il <strong>20CV </strong>e <strong>l’astuccio dell’elica.</strong> Lo spazio è abbastanza ristretto, per cui: Gigi, infilati la dietro e vedi se è di là che filtra acqua..tieni, prendi questa pila.</p>
<p>Gigi esegue senza battere ciglio e immediatamente:- Si accidenti, è proprio di <strong>qui che entra</strong>..eccome!</p>
<p>Bene, mentre penso a cosa fare, esci da lì e continua ad <strong>aggottare.</strong></p>
<p>In effetti,<strong> l’infiltrazione</strong>, come si poté appurare in seguito, era stata causata dalla rottura della <strong>treccia premistoppa</strong> all’interno dell’<strong>asse portaelica.</strong> Durante la navigazione o con l’elica in movimento, non si notavano infiltrazioni,a causa dell’<strong>effetto di risucchio</strong> indotto dalla velocità della barca.. ma queste si presentavano, invece, quando la barca era <strong>all’ormeggio.</strong></p>
<p><strong>La riparazione</strong>, con la barca in mare, non era naturalmente possibile. Bisognava quindi pensare a qualcosa di <strong>provvisorio</strong>.</p>
<p>– Allora, figlioli –<em><strong> bercia</strong></em> lo Skipper – facciamo così: si prepara una sorta di <strong>camera d’aria</strong> con della <strong>tela impermeabile</strong> e la si <strong>calza</strong> a cavallo dell’<strong>asse e del suo astuccio</strong>.</p>
<p>Naturalmente l’operazione deve essere<strong> ripetuta</strong> tutte le volte che siamo all’ormeggio, altrimenti non riusciamo a manovrare a motore.</p>
<p>Quando arriviamo a <strong>La Spezia</strong> tiriamo <strong>in secco</strong> la <strong>bagnarola</strong> e facciamo il lavoro come si deve, d’accordo?</p>
<p>Ovviamente sono tutti d’accordo e comincia la <strong>caccia alle pezzuole di tela</strong> e relativi <strong>elastici </strong>per fissare il tutto.</p>
<p>L’operazione riesce alla <strong>perfezione</strong> e dopo un paio d’ore la barca, completamente svuotata e con il suo <strong>bel rattoppo</strong>, è pronta a riprendere il <a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org"><strong>mare</strong></a>.</p>
<p>Lo Skipper verifica la <strong>direzione del vento</strong> e rivolgendosi alla <strong>“ciurma”:</strong> Adesso vi voglio <strong>lesti</strong> e <strong>tempestivi</strong>.</p>
<p>Non possiamo <strong>usare il motore</strong> per <strong>manovrare</strong>, altrimenti parte lo <strong>stoppaccio</strong> e siamo di nuovo in brache di tela.</p>
<p>Bisognerà quindi <strong>uscire di qui a vela.</strong></p>
<p>Bello, bellissimo! Proprio come una volta. – Strepita  Andrea, entusiasta come sempre per tutto ciò che concerne la <strong>vecchia marineria</strong> in generale e la <a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org"><strong>vela</strong></a> in particolare.</p>
<p>Ora si fa il<strong> punto della situazione</strong> e si decide la <strong>manovra</strong>, ok?</p>
<p>Prosegue lo Skipper fingendo d’ignorare l’entusiasmo di Andrea ed allargando la carta nautica.  Abbiamo un bel <strong>maestrale teso</strong>, direi <strong>15-20 nodi</strong>, per cui <strong>scapoliamo</strong> il promontorio<strong> trainati dal gommone</strong>, condotto da Gigi.</p>
<p>Gli altri sistemano le vele.</p>
<p>Quando siamo ben<strong> fuori dalla cala</strong> e le vele cominciano a prendere, andiamo per, direi 252 gradi per una ventina di miglia con <strong>vento di bolina </strong>abbastanza larga e <strong>mura a dritta</strong>.</p>
<p>Nel frattempo Gigi sarà risalito a bordo e provvederà , aiutato da Paolo, a recuperare il<strong> fuoribordo</strong> del <strong>gommone </strong>e ad issare a bordo il tutto.  Intanto Andrea ci farà vedere quanto è <strong>bravo col carteggio</strong>,  <strong>tracciandoci</strong> una<strong> rotta </strong>per <strong>Follonica</strong>.</p>
<p>Dopo le nostre 20 miglia circa, si <strong>stramba</strong> e si segue <strong>la rotta</strong> che il buon Andrea ci avrà preparato.</p>
<p>Arrivati ad una  ventina di miglia da Follonica <strong>viriamo a babordo</strong> per <strong>Elba Porto Azzurro.</strong></p>
<p>Si contatta la <strong>capitaneria</strong>, gli raccontiamo del problemino e magari  mandano qualcuno a <strong>rimorchiarci.</strong>.  tutto chiaro? Domande?</p>
<p>Naturalmente non vi sono domande.</p>
<p>Andrea è già al lavoro sottocoperta, alle prese con <strong>compasso e squadrette;</strong> gli altri quattro  sono ai posti di manovra designati: Gigi è già sul gommone che era rimasto in acqua e si appresta a rimorchiare la barca, Luca al <strong>winch</strong> di <strong>babordo</strong>, Marco (lo skipper) ha <strong>ceduto il timone </strong>a Paolo e si occupa del <strong>winch di dritta.</strong><br />
A differenza del giorno precedente, le <strong>condizioni del vento e del mare </strong>sono <strong>stupende</strong>: un bel maestrale teso sui 17 nodi (Andrea aveva verificato <strong>l’anemometro</strong> ed aveva confermato la velocità del vento), <strong>mare lungo</strong> in caduta ed un bel sole settembrino completano il quadro.</p>
<p>La barca, con<strong> fiocco pesante</strong> e <strong>randa</strong>, fila 8-9 nodi e dimostra le sue doti <strong>boliniere </strong>esibendo una <strong>sbandata </strong>sulla sinistra abbastanza contenuta.</p>
<p>La distanza che ci separa  dalla <strong>strambata</strong>, viene coperta in 3 ore (lo skipper aveva preferito allungarsi un po’ di più per non passare troppo vicino alle <strong>secche di Punta Ala</strong>).</p>
<p>Il gommone ed il motore sono stati issati a bordo ed <strong>affrancati</strong>.</p>
<p>Il <strong>barometro e la temperatura</strong> continuano ad essere stabili mentre l’aria si mantiene sul secco.</p>
<p>Ciò significa il perdurare del <strong>bel tempo</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/sailing.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-758" title="Sailing" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/sailing.jpg?w=500&#038;h=399" alt="" width="500" height="399" /></a></p>
<p>Andrea ha fornito la <strong>rotta</strong> per <strong>Follonica </strong>e dopo una <strong>strambata da manuale</strong>, l’imbarcazione, mura a babordo, vento sempre di bolina ma sul bordo opposto e <strong>genoa</strong> al posto del <strong>fiocco pesante</strong>, fila ora  circa 10  nodi come se niente fosse.</p>
<p>Alla via così!! – Grida Andrea dal pulpito di prua, manco fosse una <strong>polena</strong>..</p>
<p>La <strong>nuova rotta</strong>, fornita da Andrea, passa per 11° circa, mentre la distanza che li separa dalla virata, si aggira intorno alle <strong>42 miglia</strong>.</p>
<p>Con questa <strong>andatura</strong> e questa velocità in meno di 5 ore dovremo vedere il <strong>promontorio di Punta Ala </strong>sulla sinistra.</p>
<p>Andrea, sintonizzati sul <strong>canale 16</strong> che sentiamo cosa c’è di nuovo.</p>
<p>Termina lo skipper , correggendo di qualche centimetro la posizione del <strong>trasto della randa.</strong></p>
<p>Arriviamo puntualmente, e soprattutto <strong>senza intoppi</strong>, in vista del promontorio di Punta Ala dopo 4 ore e 54 primi esatti (Gigi, il solito maniaco della precisione, aveva verificato il tempo impiegato con il <strong>cronografo</strong> che faceva bella mostra di se sopra il tavolo da carteggio accanto al barometro).</p>
<p>Luca, il<strong> timoniere</strong> del momento, sbraita gli ordini per la <strong>virata</strong>: &#8211; Pronti alla vira!! Randa al centro!! Viro! – <strong>Cazza</strong> randa e <strong>cazza </strong> genoa!</p>
<p>Cazza ancora un filo genoa! Bene così.. Dico giusto my skipper?</p>
<p>Marco che aveva continuato ad occuparsi della <strong>randa</strong>:  -  Perfetto mio <strong>“bosun”</strong>, io stesso non avrei saputo fare di meglio. –</p>
<p><strong>Bosun</strong> e che diavolo è bosun? – Interloquisce Andrea dal suo posto sul pulpito.</p>
<p>Saprai anche tracciare le rotte ma con<strong> l’inglese</strong> zoppichiamo un pochino, non è vero Gigi?</p>
<p>Diglielo tu cosa significa bosun a quest’<strong>ignorante</strong>!</p>
<p>Allora, bosun è un <strong>termine marinaresco</strong> e significa propriamente: <strong>Nostromo! </strong></p>
<p>Termina gongolando  Gigi, tra gli <strong>applausi di tutti</strong>, Andrea compreso.</p>
<p>Dopo l’allegra parentesi, Marco scende sottocoperta e contatta la <strong>capitaneria</strong> di <strong>Porto Azzurro</strong>, raccontando del problema e ricevendo in risposta:  Non abbiamo <strong>mezzi</strong>!</p>
<p>Dovete arrangiarvi da soli oppure provate a chiedere al <strong>circolo velico! </strong>Occhio che l’unico posto disponibile è la <strong>banchina</strong> 4 novembre, fronte viale per cui attenzione agli altri ormeggi…in <strong>bocca al lupo</strong>!</p>
<p><strong>Ma va a morì…. </strong></p>
<p>Pensa Marco tra se e se, poi risponde alla capitaneria, ammiccando all’equipaggio: – Ok, allora ci arrangiamo ed <strong>entriamo a vela</strong>.</p>
<p>Ragazzi, pronti per una bella <strong>presa d</strong>i <strong>gavitello a   v e l a !!</strong></p>
<p>Facciamo vedere a questi quattro <strong>biroldi</strong> di che pasta siamo fatti!! – Termina lo skipper dopo avere chiuso la comunicazione con la capitaneria.<br />
Vi voglio pronti, <strong>lesti e tempestivi</strong> –  Continua poi, strappando letteralmente la ruota dalle mani di Luca.. –</p>
<p>E mi raccomando: <strong>non voglio errori </strong>!</p>
<p>Ricordate che saranno tutti là riuniti, pronti a <strong>sbellicarsi dalle risate.</strong></p>
<p>Quindi occhio alle <strong>manovre!</strong></p>
<p>Andrea, armati di mezzo marinaio e aspetta il mio ordine!</p>
<p>Paolo al <strong>winch</strong> di dritta, Gigi al <strong>winch</strong> di sinistra, Luca alla <strong>randa</strong>.</p>
<p>Tempestività!! – Ripete Marco per l’ultima volta.</p>
<p>La <strong>manovra</strong>, vuoi perché erano tutti extra carichi, vuoi perché la combinazione mare-vento era particolarmente favorevole, <strong>riuscì alla perfezione</strong>.. al punto da suscitare l’applauso di qualche barca ormeggiata lì vicino.</p>
<p>Dopo arrivò anche il battello della costiera a romperci le scatole perché<strong> non si entra a vela in un porto</strong>, perché non si conoscono le <strong>disposizioni che regolano la navigazione marittima</strong>, perché dovrebbero arrestarvi tutti ecc, ecc.<br />
Con una buona dose di <strong>orecchie da mercante</strong>, aria afflitta e <strong>promesse di ottemperanza</strong> a tutto ciò che riguarda la regolamentazione di cui sopra, chiudemmo in <strong>bellezza la giornata…</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/744/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=744&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marea Nera: paradossi della società tecnologica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marea Nera: paradossi della società tecnologica. Prosegue inarrestabile, ormai da 49 giorni la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Il nuovo &#8220;tappo&#8221; installato circa 24 ore fa sembra funzionare parzialmente e riesca ad intrappolare circa la metà del petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino. Intanto la marea nera continua a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=727&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;">Marea Nera: paradossi della società tecnologica.</h2>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org"><img class="aligncenter size-full wp-image-730" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/47822211_oil_slick_466_sat_12may.gif?w=466&#038;h=375" alt="" width="466" height="375" /></a></p>
<p>Prosegue inarrestabile, ormai da <strong>49</strong> <strong>giorni</strong> la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma<strong> Deepwater Horizon</strong> nel <strong>Golfo del Messico.</strong><br />
Il nuovo &#8220;<strong>tappo</strong>&#8221; installato circa 24 ore fa sembra funzionare parzialmente e riesca ad intrappolare circa la metà del petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino.</p>
<p>Intanto la <strong>marea nera</strong> continua a diffondersi e sta raggiungendo ormai dimensioni spaventose; si parla di chiazze a macchia di leopardo estese per un raggio di circa <strong>320 Km</strong>.</p>
<p>Proprio oggi mentre il <strong>WWF</strong> si appresta a celebrare la <strong>Giornata Mondiale degli Oceani </strong>(istituita nel 1992 a Rio de Janeiro ) la <strong>CNN</strong> diffonde le mappe con le previsioni degli spostamenti della marea che potrebbe essere portata dalla <strong>Corrente del Golfo</strong> fin sulle coste <strong>Nord Europee </strong>.</p>
<p>Una scia oleosa di morte che a detta dello stesso <strong>WWF</strong> provocherà danni rilevabili per i prossimi <strong>50 anni </strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/public-art17765-golfo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-731" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/public-art17765-golfo.jpg?w=400&#038;h=193" alt="" width="400" height="193" /></a></p>
<p>I danni <strong>ambientali</strong> oltre che <strong>sociali </strong>ed <strong>economici</strong> provocati dalla marea nera sono indubbiamente immensi e destinati a durare per anni e in alcuni casi potrebbero essere <strong>addirittura irreparabili.</strong></p>
<p>Si conoscono bene, infatti, gli effetti del petrolio che viene riversato in mare in superficie dalle <strong>petroliere</strong> ma la situazione qui è molto diversa: il <strong>greggio</strong> sgorga a <strong>1500 metri di profondità </strong>risalendo lentamente verso la superficie !</p>
<p>Ai <strong>milioni di litri di petrolio</strong> sparsi in mare si aggiungono altrettanti milioni di litri di <strong>disperdenti </strong>altamente tossici che contribuiscono a creare una <strong>miscela mortale </strong>per ogni forma di vita.<br />
L&#8217;azione dei disperdenti frammenta il petrolio e lo<strong> distribuisce lungo tutta la colonna d&#8217;acqua</strong> (per non farlo apparire in superficie) creando enormi distese di &#8220;<strong>nuvole</strong>&#8221; tossiche formate da <strong>goccioline di petrolio</strong> e <strong>disperdenti.</strong></p>
<p>Il <strong>plankton</strong> e i piccoli animali marini come i <strong>gamberetti</strong> venendo a contatto con queste &#8220;nuvole&#8221; si contaminano e muoiono e da qui la contaminazione si estende ai <strong>predatori</strong> lungo tutta la <strong>catena alimentare.</strong><br />
Tutti gli animali facenti parte della <strong>catena alimentare</strong> sono interessati dagli effetti nocivi e ne subiscono le conseguenze per tempi anche molto lunghi.</p>
<p>Secondo diversi <strong>esperti</strong> dell&#8217;area, interpellati dal quotidiano <strong>Globalpost</strong>, la marea nera è arrivata proprio nel momento peggiore poiché in questo periodo dell&#8217;anno molte specie scelgono proprio il Golfo del Messico per fare una sosta nelle <strong>migrazioni</strong> o per <strong>riprodursi</strong>.</p>
<p>Fra le molte <strong>specie a rischio</strong> nell&#8217;area del <strong>Golfo del Messico</strong> le prime dieci sono:<br />
<strong>TONNO ATLANTICO:</strong> questa specie era già a rischio di estinzione, e proprio da metà maggio a metà giugno depone le uova nell&#8217;area del Golfo del Messico.</p>
<p><strong>TARTARUGHE MARINE</strong>: cinque delle sette specie di tartarughe marine conosciute hanno fra le rotte migratorie proprio il delta del Mississipi. Le Caretta Caretta ad esempio si nutre nelle acque calde del Golfo tra maggio e ottobre.</p>
<p><strong><a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org">SQUALI</a>: </strong>le Chandeleur Islands, vicinissime alla zona dell&#8217;incidente, sono una delle &#8216;nursery&#8217; preferite da diverse specie, che peraltro si nutrono di plancton, anch&#8217;esso colpito dalla marea nera.</p>
<p><strong>CETACEI:</strong> balene e delfini sono a rischio immediato, perché l&#8217;ingestione o l&#8217;inalazione di petrolio provoca infiammazioni e danni a diversi organi.</p>
<p><strong>PELLICANO MARRONE:</strong> l&#8217;uccello simbolo della Louisiana è uscito dalle specie in via di estinzione solo lo scorso anno, ma rischia di rientrarci subito, visto che in questo periodo depone le uova vicino alle spiagge.</p>
<p><strong>OSTRICHE: </strong>gli sedimenti intorno alle spiagge della Louisiana sono sede dei principali allevamenti di ostriche del paese, ma per queste specie gli idrocarburi sono altamente tossici.</p>
<p><strong>GRANCHI E GAMBERETTI:</strong> in questo periodo questi animali sono nello stadio larvale e giovanile, quello più delicato.</p>
<p><strong>PICCOLI PESCI:</strong> diverse specie di piccoli pesci, tra cui gli osteitti</p>
<p><strong>UCCELLI MIGRATORI</strong>: moltissime specie di uccelli migratori stanno facendo sosta sulle spiagge della Louisiana, fra cui 96 solo di passeri.</p>
<p>Senza contare i danni alle persone e alle cose questo è il <strong>costo ambientale</strong> del <strong>disatro ecologico</strong> che si sta consumando nel <strong>Golfo del Messico.</strong></p>
<p>Ancora una volta, come di consueto, senza lanciare critiche o formulare sentenze vorrei fare una <strong>riflessione</strong> su quello che è successo e sta succedendo.</p>
<p>Partiamo dalla piattaforma <strong>Deepwater Horizon</strong> che la <strong>BP</strong> noleggia dalla <strong>Transocean </strong>per una cifra di 500.000  dollari americani al giorno; è possibile che una piattaforma così <strong>tecnologicamente avanzata</strong> e all&#8217;avanguardia non abbia un sistema di <strong>bloccaggio del pozzo</strong> a distanza o qualche procedura di <strong>recovery</strong> in grado di evitare o limitare questo tipo di <strong>incidenti</strong> ?<br />
Ancora una volta l&#8217;interesse <strong>economico e la speculazione</strong> sono al di sopra della <strong>vita umana</strong> e dei rischi a cui viene sottoposto l<strong>&#8216;intero pianeta</strong> ?<br />
Non esiste una <strong>legislazione </strong>che imponga la presenza di <strong>dispositivi di sicurezza</strong> su temi che possono generare disastri di queste proporzioni ?</p>
<p>E&#8217; veramente<strong> frustrante e preoccupante</strong> constatare come in questi casi la <strong>tecnologia appaia completamente sfuggita dalle mani dell&#8217;uomo:</strong> da 49 giorni la situazione procede inesorabilmente verso la catastrofe senza che ci sia la <strong>possibilità di arrestarla.</strong></p>
<p>A detta di alcuni esperti <strong>l&#8217;emorragia di greggio</strong> non si arresterà <strong>ancora per mesi</strong> finché non verrà <strong>scavato un nuovo pozzo</strong> per <strong>alleggerire la pressione</strong> al pozzo in perdita.</p>
<p>Come è possibile che  tutta la nostra <strong>tecnologia</strong> e le nostre <strong>meravigliose macchine</strong> siano completamente <strong>impotenti </strong>davanti ad un incidente creato dalla <strong>nostra stessa tecnologia</strong> <strong>?</strong></p>
<p>E&#8217; forse questo il <strong>paradosso della società tecnologica</strong>; il <em><strong>&#8220;bel veliero che ci siamo costruiti corre inesorabilmente verso la catastrofe&#8221; </strong></em>?</p>
<p>Inspiegabilmente, d&#8217;altro canto, i <strong>mass media</strong> (almeno in Italia) si disinteressano completamente della vicenda. La notizia non compare più né sui <strong>quotidiani</strong> né in <strong>televisione</strong> come se la cosa non ci riguardasse.<br />
La BP  inoltre, invece di pensare a risolvere nel più breve tempo possibile il problema, acquista sui principali motori di ricerca (<strong>Google e Yahoo</strong>) le parole<strong> &#8220;marea nera&#8221; </strong>e <strong>&#8220;oil spill&#8221;</strong> per poter fornire la <strong>&#8220;propria versione dei fatti&#8221; e per spiegare quanto stanno facendo.</strong></p>
<p>Ed infine da più parti si fanno avanti a <strong>contare i danni</strong>, a calcolare i <strong>milioni di dollari di perdita o di ricavo</strong> e magari a sfruttare il disastro per i propri <strong>interessi economici</strong> mentre la politica sta a guardare vincolata e legata dagli <strong>stessi interessi e speculazioni</strong>.</p>
<p>Tanto fra poco inizieranno i <strong>Mondiali di Calcio</strong> e, come sempre, calerà finalmente il silenzio anche su questa vicenda.</p>
<p>Intanto gli <strong>animali continueranno a morire</strong>, le <strong>coste saranno devastate</strong>, qualche <strong>pescatore</strong> e qualche <strong>operatore turistico</strong> perderanno il lavoro e torneremo tutti fiduciosi a guardare alla <strong>&#8220;green economy&#8221;</strong> come unico mezzo per uscire dalla <strong>crisi economica.</strong></p>
<p><strong>Paradossi della società odierna</strong>.</p>
<p>Comincio ad essere <strong>stanco</strong> di tutte le <strong>ipocrisie e le menzogne</strong> di questa società <strong>miope</strong> che in nome di interessi meschini non sa far altro che <strong>correre verso il baratro</strong>.</p>
<p><strong>Voglio</strong> poter continuare a navigare ed <strong>immergermi nel blu del mare</strong> in compagnia <strong>di delfini e creature splendide</strong> e non in una chiazza maleodorante <strong>nuotando fra i cadaveri</strong>.</p>
<p>Non mi interessano i <em><strong>&#8220;calci nel sedere&#8221;</strong></em> promessi e minacciati dal <strong>Presidente Obama</strong>, i milioni di dollari di risarcimento che pagherà la<strong> BP</strong> o lo <strong>scarica barile</strong> di <strong>responsabilità fra compagnie e amministrazioni</strong>; <strong>quando l&#8217;ultimo animale di una specie si sarà estinto, quando l&#8217;ecosistema marino sarà distrutto non basteranno i dollari, gli euro o gli atti giudiziari, sarà necessaria una nuova creazione.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org"><img class="aligncenter size-full wp-image-732" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/06/o05_23681817.jpg?w=400&#038;h=269" alt="" width="400" height="269" /></a></strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><em>&#8230;guardo il mare ascoltando la nota cantata dalla prora. E vedo un piccolo gabbiano posato sul mio ginocchio&#8230; avvicino lentamente la mano. Mi guarda lisciandosi le penne. Avvicino ancora la mano. Smette di lisciarsi le penne e mi guarda senza timore. Sembra che i suoi occhi parlino. Avvicino la mano ancora un poco&#8230; Allora mi parla&#8230; e mi racconta del Bel Veliero dove molti uomini sono rimasti ancora marinai. Questi non portano guanti, per sentire meglio la vita delle manovre e delle vele, camminano scalzi e serbano il contatto col loro bastimento, così grande e bello e alto, i cui alberi arrivano lassù fino al cielo. Parlano poco, osservano il tempo, leggono nelle stelle e nel volo dei gabbiani, riconoscono i cenni che i delfini gli fanno. E sanno che il Bel Veliero corre verso la catastrofe&#8230;   <strong>Bernard Moitessier</strong><br />
</em></p>
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		<title>Terrible sea-Onda Lunga</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 21:46:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diario di Bordo del Week-End in barca a vela 15-16 Maggio 2010 Imbarcazione: Vega Equipaggio: Alessandro, Alessandro,Cristina, Manuela, Gianluca, Stefano, Paolo, Vincenzo. La Primavera quest&#8217;anno non sembra proprio voler arrivare; siamo a Maggio inoltrato e i giorni di bel tempo fin&#8217;ora si sono sempre fatti molto desiderare. La nostra voglia di mare e vela però [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=705&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Diario di Bordo del Week-End in barca a vela 15-16 Maggio 2010</h2>
<h3>Imbarcazione: Vega</h3>
<h3>Equipaggio: Alessandro, Alessandro,Cristina, Manuela, Gianluca, Stefano,  Paolo, Vincenzo.</h3>
<p>La<strong> Primavera</strong> quest&#8217;anno non sembra proprio voler arrivare; siamo a <strong>Maggio</strong> inoltrato e i giorni di bel tempo fin&#8217;ora si sono sempre fatti molto desiderare.</p>
<p>La nostra voglia di <strong>mare </strong>e <strong>vela</strong> però è forte e, dopo il brivido di Marzo, ci riproviamo.</p>
<p>Stessa<strong> barca</strong>, stesso <strong>equipaggio</strong> (o quasi) ma diverso porto di partenza e settore di navigazione.</p>
<p>Questa volta <strong>Vega </strong>si trova a <strong>Genova Aeroporto</strong> un bel porto turistico proprio dietro la pista dell&#8217;aeroporto di Genova Cristoforo Colombo</p>
<p>Un grande <strong>week end</strong> ricco di <strong>sorprese allegria e colpi di scena</strong> stà per avere inizio.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1080058.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-717" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1080058.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il <strong>meteo</strong> è più che mai incerto e così, mentre prepariamo la cena Venerdì sera, ascoltiamo il<strong> VHF </strong>per capire meglio cosa ci attende: sul <strong>Canale 16</strong> un messaggio di <strong>Securitè </strong>precede un <strong>avviso di Burrasca </strong>e il <strong>Meteomar</strong> sul <strong>Canale 68</strong> sembra un <strong>bollettino di guerra.</strong></p>
<p>Bene, mettiamoci a tavola e ceniamo tanto stasera non si esce.</p>
<p>Durante la notte il <strong>vento</strong> si fa sentire e anche il <strong>mare</strong> sembra essere <strong>agitato</strong> mentre dormiamo tranquillamente ormeggiati.</p>
<p>Una mattinata livida e plumbea saluta il nostro risveglio.</p>
<p>Il vento non sembra molto forte ma fa freddo e <strong>piove e tratti</strong>, sembra di essere a Novembre inoltrato. Titubanti e speranzosi accendiamo nuovamente il <strong>VHF</strong> per ascoltare il meteo che si rivela subito incoraggiante !!</p>
<p>La voce metallica e impersonale della <strong>radio</strong> annuncia<strong> &#8220;terrible sea&#8221; </strong>mare <strong>Forza 8 </strong>venti, <strong>burrasche</strong> sul Canale di Sardegna, basso Tirreno Corsica.</p>
<p>Il mar Ligure si difende con un mare <strong>Forza 4</strong> <strong>Vento 3</strong> ma in aumento <strong>visibilità in diminuzione.</strong></p>
<p>Il <strong>morale</strong> di tutti scende a livello della <strong>linea di galleggiamento</strong> e forse anche un pò sotto e ci interroghiamo sul da farsi.</p>
<p>Qualcuno per sollevare un pò gli animi <strong>fa sfoggio di cultura</strong>: <em><strong>&#8220;Il buon marinaio non può cambiare il tempo ma sa quando è il momento di cambiare rotta&#8221; </strong></em>un modo molto elegante per dire stiamocene qui tranquilli e facciamo <strong>colazione</strong> in tutta calma.</p>
<p>Terminiamo la colazione con calma e meditiamo sul da farsi: da un lato non ha senso rimanere tutto il giorno in <strong>porto</strong> ma neanche passare la giornata <strong>sotto la pioggia</strong> fra <strong>onde, raffiche di vento e schizzi</strong> non sembra una soluzione intelligente.</p>
<p>Verso le 11.00 il tempo sembra aprirsi un pochino, abbandoniamo gli indugi e proviamo ad uscire al massimo mettiamo il <strong>&#8220;naso fuori&#8221;</strong> e se è troppo brutto rientriamo.</p>
<p><strong>Cerate e stivali </strong>a portata di mano usciamo dal porto e inaspettatamente&#8230;il <strong>mare è increspato</strong> ma non c&#8217;è <strong>onda lunga</strong>, il vento è teso e il cielo grigio ma non lascia cadere gocce di pioggia.</p>
<p>Apriamo le vele e ci lanciamo in una <strong>meravigliosa galoppata sulle ali del vento.</strong></p>
<p>La barca si comporta egregiamente, prima di <strong>bolina</strong> poi al t<strong>raverso</strong> ed infine al <strong>lasco</strong> proviamo <strong>andature e manovre</strong> in un crescendo di <strong>emozioni e allegria</strong>.</p>
<p>Solo la <strong>drizza di randa </strong>sembra volerci dare un brivido in combutta con il nostro<strong> mitico &#8220;randista&#8221;!</strong></p>
<p>Ma <strong>niente ci può fermare,</strong> siamo motivati e felici e testiamo anche manovre complesse come il <strong>recupero dell&#8217;uomo a mare</strong>. In realtà l&#8217;uomo è un <strong>palloncino semi sgonfio</strong> con le sembianze di un <strong>delfino</strong> volato via dalle mani di qualche bimbo.</p>
<p>Torniamo verso il porto a <strong>velocità supersonica</strong>; mi sembra quasi di portare un<strong> motoscafo</strong>; ammainiamo le vele e rientriamo,questa volta il <strong>timone</strong> funziona e <strong>ormeggiamo</strong> senza inconvenienti.</p>
<p>Passeggiata per il porto e poi iniziamo i preparativi per la cena che sarà <strong>solenne</strong> per <strong>celebrare la prima uscita &#8220;ufficiale&#8221;</strong> <strong>della maglietta di Mondidelsilenzio.</strong></p>
<p>La cena inizia con un festoso brindisi mentre tutti indossiamo <strong>la maglietta d&#8217;ordinanza</strong> e..inaspettatamente come tutte le grandi idee, dall&#8221;evento scaturisce una grande intuizione.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/equipaggio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-718" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/equipaggio.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La <strong>fervida fantasia</strong> di Paolo, forse <strong>galvanizzata </strong>dalla<strong> giornata velica</strong> o forse <strong>aiutata dal prosecco</strong> ha un intuizione ..potremo organizzare un <strong>team </strong>e fare regate il prossimo anno, potremo chiamarci <strong><em>Mascarpone Latino.</em></strong></p>
<p>E così, per <em><strong>Mondidelsilenzio</strong></em> il 15 Maggio 2010 si preannuncia come una <strong>data storica </strong>in cui si ricorderanno la <strong>prima uscita ufficiale</strong> della <strong>maglietta di Mondidelsilenzio</strong> e la nascita di un <strong>agguerritissimo team.</strong></p>
<p>Le premesse saranno subito rispettate il giorno dopo.</p>
<p><strong>Domenica</strong> il meteo è buono, ci <strong>svegliamo presto</strong> e usciamo subito pieni di <strong>entusiasmo.</strong></p>
<p>Il <strong>sole</strong> fa finalmente capolino fra le <strong>nuvole rade </strong>e il vento si mantiene costante anche se una fastidiosa <strong>onda lunga</strong> mette a dura prova <strong>l&#8217;equipaggio.</strong></p>
<p>Dirigiamo verso <strong>Portofino</strong> con <strong>veloci bordi</strong> di bolina e dopo quasi un ora di navigazione il team di <em><strong>Mascarpone latino</strong></em>, spinto dal desiderio di <strong>competizione</strong>, si lancia all&#8217;inseguimento di un bellissimo <strong>due alberi</strong> d&#8217;epoca <strong>avvistato poco lontano</strong>.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mondidelsilenzio.wordpress.com/2010/05/20/terrible-sea-onda-lunga/"><img src="http://img.youtube.com/vi/su1TtY2tf18/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Non c&#8217;è nulla da fare per il <strong>bel veliero</strong> che viene <strong>raggiunto e superato</strong> dopo pochi  bordi eseguiti con <strong>maestria</strong> da tutto l&#8217;equipaggio.</p>
<p>Il team è buono ma deve ancora <strong>perfezionarsi</strong> soprattuto nelle <strong>virate!</strong></p>
<p>Il tempo scorre, è ora di tornare.  <strong>Poggiamo</strong> e facciamo rotta verso il porto.</p>
<p>La <strong>rotta e il vento</strong> ci costringono ad un <strong>andatura al lasco</strong> con <strong>onda lunga a poppa</strong> che mette a dura prova l&#8217;equipaggio.</p>
<p><strong>Ammainiamo</strong> la randa, proviamo a <strong>cambiare andatura</strong> e portarci al traverso ma il vento si spegne costringendoci ad <strong>accendere il motore.</strong></p>
<p>Ormai è l&#8217;una passata e qualcuno comincia ad avere un po&#8217; di <strong>fame</strong> mentre altri un po&#8217; di nausea.</p>
<p>Portiamo fuori la <strong>cambusa</strong> ma a parte i due Ale e Paolo tutti gli altri <strong>guardano il mare</strong> e la terraferma richiamati quasi per incanto dalla <strong>voce della natura </strong>e così mentre alcuni <strong>si saziano con panini al salame</strong> <strong>e gorgonzola</strong> altri si <strong>cibano di sensazioni e pensieri</strong> e qualcuno &#8220;<strong>esterna</strong>&#8220;.</p>
<p>Rientriamo in porto in silenzio,ormeggiamo e <strong>riprendiamo fiato.</strong></p>
<p>Dopo tanto meditare<strong> l&#8217;appetito</strong> prende il sopravvento e prima di sbarcare <strong>facciamo merenda; </strong>diamo una <strong>sistemata alla barca</strong> e torniamo verso casa <strong>allegramente.</strong></p>
<p>Ancora una volta nonostante il <strong>meteo incerto</strong> e<strong> l&#8217;onda lunga</strong> <strong>l&#8217;allegria e la voglia di stare insieme</strong> ci hanno regalato un altro <strong>week end indimenticabile.</strong></p>
<p><strong>Grazie a tutti.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/705/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=705&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vele d&#8217;altri tempi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 18:59:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il diario di bordo di un'avventura velica dal sapore antico, quando le mani di terzarolo non si prendevano "semplicemente" cazzando le borose e lasciando al lazy Jack i rifiuti della vela ma legando matafione dopo matafione.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=683&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Vele d&#8217;altri tempi.</h2>
<p>Pubblichiamo il diario di bordo di un&#8217;avventura velica dal sapore antico, quando le <strong>mani di terzarolo</strong> non si prendevano <strong>&#8220;semplicemente&#8221; cazzando le borose</strong> e lasciando al <strong>lazy Jack</strong> i rifiuti della vela ma legando <strong>matafione</strong> dopo <strong>matafione</strong>.</p>
<p>Il racconto, inviatoci da un amico, narra di un&#8217; uscita in barca sul mitico <strong>&#8220;vecchietto&#8221;</strong> imbarcazione a vela d&#8217;altri tempi..</p>
<p>Un bel  modo per ricordare il vecchietto e le emozioni che ancora rievoca in tutti quelli che hanno navigato con lui.<br />
<strong>Chissà che fine avrà fatto il nostro vecchietto ??</strong></p>
<p><strong><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070753.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-690" title="Pozzetto" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070753.jpg?w=500&#038;h=375" alt="Pozzetto" width="500" height="375" /></a><br />
</strong></p>
<h2 style="text-align:center;">Cinque amici in barca: AVVENTURA SETTEMBRINA..</h2>
<p>Sono le 7,00.</p>
<p>A sentire il resto dell’equipaggio ora impossibile e quantomeno idiota per fare qualsiasi cosa, tranne naturalmente il dormire.</p>
<p>Lo <strong>skipper </strong>però, come al solito, non la pensa così e in un modo o nell’altro riesce a buttare <strong>giù dalle brande</strong> tutti quanti.</p>
<p>Il <strong>buon profumo di caffè</strong> appena fatto aleggia nell’aria tersa e un po’ frizzante di quel sabato mattina dei primi di <strong>Settembre</strong>.</p>
<p>Veloce colazione a base di caffé, latte, fette biscottate e marmellata, preparata come il solito dall’infaticabile skipper, ed ognuno si prepara secondo il piano stabilito la sera precedente.</p>
<p>Il porto di<strong> Riva di Traiano</strong> è, data la stagione, molto affollato e ciò giustifica, sempre a detta dello skipper, la partenza a quell’ora infame.</p>
<p>Non si nota, infatti, alcun movimento: tutto è tranquillo e silenzioso ad eccezione dello <strong>stridere di gabbiani</strong> e <strong>rondini di mare</strong>, dello sferragliare di <strong>drizze</strong> contro <strong>alberi e boma</strong> ed il cigolio delle cime d’ormeggio su <strong>bitte</strong> ed attraverso <strong>cubie</strong>.</p>
<p>Spira, come previsto dal bollettino dei naviganti, un <strong>leggero maestrale</strong> che increspa lo specchio d’acqua del porto.</p>
<p>Andrea è al suo posto a <strong>prua</strong>, le gambe strette, quasi avvinghiate al <strong>pulpito</strong> impugnando il <strong>mezzo marinaio</strong>, quasi fosse un fiociniere a caccia di balene.</p>
<p>Il suo compito: <strong>mettere in chiaro</strong> le cime d’ormeggio che corrono dalle <strong>gallocce di prua</strong> al gavitello e mollarle quando viene impartito l’ordine.</p>
<p>A poppa stanno: lo skipper alla ruota e Paolo, che si occupa dell’ormeggio di poppa.</p>
<p>A <strong>babordo</strong> e <strong>tribordo</strong> stanno, rispettivamente: Gigi e Luca che hanno il compito di controllare che la manovra di uscita dal posto in banchina avvenga senza urti contro le barche ai fianchi.<br />
Il <strong>diesel da 20cv </strong>ronfa sommesso mentre gli scarichi gorgogliano allegramente.</p>
<p>-    <em><strong>Molla a poppa, molla a prua!!</strong></em> Luca tira giù quel <strong>parabordo</strong>! Andrea, occhio al <strong>bompresso</strong> di quel ketch! – Urla lo skipper mentre da gas al motore e la barca  sfila lentamente dal suo posto. –</p>
<p>-    Issare tutti i <strong>parabordi</strong> e fissarli alla <strong>battagliola!</strong> Prepararsi ad issare le vele! Andrea, verifica che lo<strong> spi</strong> sia stato <strong>giuncato</strong> e sia libero! -   Continua lo skipper virando a babordo per guadagnare l’imboccatura del porto.</p>
<p>Una volta usciti dal riparo degli alti <strong>frangiflutti</strong>, si avverte un rinforzo nel vento accompagnato da onda più formata e schiumeggiante.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070742.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-692" title="Prua" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070742.jpg?w=500&#038;h=375" alt="prua" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La barca comincia a<strong> rollare e beccheggiare</strong> di brutto.</p>
<p>-    Paolo, Luca <strong>date volta alle cime</strong> che fissano il <strong>tangone</strong>, tanto penso proprio che non avremo mododi usare lo <strong>spi</strong>.</p>
<p>Andrea, hai bloccato il <strong>passo d’uomo a prua</strong> ? Gigi, scendi un attimo e controlla lachiusura di tutte le <strong>prese a mare.</strong>. Quando siete pronti proviamo ad issare le vele.. Ok? –</p>
<p>Si ritrovano tutti nel <strong>pozzetto</strong> e si decide la strategia da adottare: Gigi ed Andrea si occuperanno di <strong>issare la randa</strong> (<em>il vecchio sloop di 11 metri non è provvisto di servomeccanismi come avvolgi randa ed avvolgi fiocco, pertanto tutte le manovre sono effettuate manualmente</em>).</p>
<p>Paolo ed Andrea si occuperanno del fiocco che andrà in ogni caso scelto in base alla forza del vento in quel momento.<br />
-    Ragazzi, secondo me è meglio usare subito un <strong>fiocco pesante</strong>, così evitiamo di cambiarlo poi.</p>
<p>Mi sa tanto che  <strong><em>‘sto vento è destinato a rinforzare&#8217;</em></strong> !</p>
<p>Conviene anche verificare l’integrità delle <strong>borose</strong>, caso mai si dovesse <strong>terzarolare.</strong>. Non voglio sorprese.. –</p>
<p>Il vento, in effetti, rinforza, non solo, ma cambia anche direzione ed in qualche minuto (pazzesco), gira da Nord-Ovest a Sud-Ovest, trasformandosi quindi in <strong>Libeccio</strong>, anche se ancora abbastanza debole.</p>
<p>Mentre Paolo ed Andrea sono indaffarati ad inferire il fiocco pesante allo <strong>strallo</strong>, inserendo i <strong>garrocci</strong> uno ad uno, Gigi e Luca hanno terminato di issare la randa che comincia a prendere ed a stabilizzare un po’ di più la barca.</p>
<p><em><strong><br />
-    Porca Pupazza!! </strong></em>– Se n’esce lo skipper – Mai vista una cosa del genere: in un quarto d’ora il <strong>Maestrale</strong> che mi diventa <strong>Libeccio.</strong>. Qui se continua a rinforzare è meglio virare alla veloce e tornare in porto!</p>
<p>– N<em><strong>on cominciamo a rompere</strong></em> ! – Esclamano quasi in coro Luca e Paolo –  Siamo qui e, accidenti, ci facciamo tutte le <strong>strambate</strong> possibili ed immaginabili, anche a costo di <strong>scuffiare o disalberare</strong>..</p>
<p><em><strong>Ma non si torna!! </strong></em>– Aggiunge Andrea. –</p>
<p>-    Ok, ok; però stiamo tutti in campana perché  ‘sti giri di vento non mi piacciono per niente e, di solito, un cambiamento simile, preannuncia <strong>libecciata</strong>.. Vi devo dire di più?</p>
<p>– Termina lo skipper correggendo, nel frattempo, la rotta in modo da presentare al vento il<strong> mascone</strong> sinistro.</p>
<p>– Ragazzi, se vogliamo continuare, e mi pare che questa sia la scelta a furor di popolo, cominciamo a prendere <strong>un paio di mani di terzaroli.</strong></p>
<p>Gigi, Luca fatemi vedere quanto siete veloci a prendermi  ‘ste due mani! – I due, punti sul vivo, si precipitano uno a metà del<strong> boma</strong> e l’altro vicino all’albero.</p>
<p>Mentre lo skipper vira per <strong>mettere alla cappa</strong>, Andrea armeggia col <strong>winch </strong>della randa e si tiene pronto alla manovra.</p>
<p>Dall’altra parte del pozzetto, Paolo fa lo stesso col winch del fiocco.</p>
<p>Gigi nel frattempo, aggrappandosi ogni tanto all’albero col braccio sinistro, è riuscito in qualche modo ad ammainare la vela fino alle <strong>brancarelle</strong> corrispondenti alle due famose mani di terzarolo ed ha assicurato la <strong>borosa di bugna</strong>.</p>
<p>Assieme a Luca, termina l’operazione serrando la vela in eccedenza con i rispettivi matafioni ed assicurando la <strong>borosa di mura</strong>.. Il tutto eseguito in una sorta di balletto dovuto al continuo rollìo e beccheggio della barca. –</p>
<p>-    <em><strong>Splendido! </strong></em>– Esclama lo skipper riportando in rotta la barca che, momentaneamente, risulta molto meno imbardata. –</p>
<p>-    <strong>Cazzate</strong> un pelo randa e fiocco che stringiamo un po’ di più e facciamo rotta verso l’Elba, vi sta bene?</p>
<p>– Applauso generale da parte della ciurma che, evidentemente, approva ed apprezza la decisione dello skipper.</p>
<p>– Se butta proprio male, possiamo sempre riparare al Giglio o Giannutri. – Prosegue quest’ultimo, sempre impugnando saldamente<strong> la ruota.</strong></p>
<p>Il mare cresce d’ora in ora, <strong>l’onda comincia a frangere</strong> e sbuffi di schiuma bianca investono il pozzetto ad intervalli regolari.</p>
<p>Si tirano fuori le giacche a vento impermeabili e qualcuno indossa anche il cappello giallo di <strong>cerata</strong>.</p>
<p>Non dimentichiamo che siamo a Settembre inoltrato e nonostante la giornata di sole, il vento accompagnato da spruzzi d’acqua gelida, non è per niente piacevole.</p>
<p>Per mantenere <strong>rotta e velocità</strong>, ed al tempo stesso garantire una certa stabilità alla barca,lo skipper è obbligato, in quelle condizioni, a stringere ulteriormente con il risultato di <strong>aumentare la sbandata </strong>e finire con la <strong>falchetta a mare</strong>.</p>
<p>Gli <strong>ombrinali </strong>hanno il loro gran daffare a scaricare l’acqua imbarcata e la <strong>coperta</strong> è diventata molto scivolosa.</p>
<p>-    Occhio a camminare la sopra, gente! Usate i <strong>tienti bene e le draglie.</strong></p>
<p>Gigi, per cortesia, te l’ho già detto un sacco di volte: mettiti le scarpe! Non voglio portarti all’ospedale con qualche dito fratturato, ma guarda questo; col cappello alla “Capitani Coraggiosi” in testa e senza scarpe.</p>
<p><em><strong>Ma sipuò?!?</strong></em> – Se n’esce lo skipper verificando allo stesso tempo il comportamento delle vele tese al massimo.</p>
<p>L’imbarcazione, per effetto del vento che tende a rinforzare e, sicuramente, di qualche corrente, tende a</p>
<p>scarrocciare a tribordo costringendo l’equipaggio a <strong>frequenti cambi di mura</strong> e conseguenti, continue manovre per regolare le vele..</p>
<p>Il tutto accompagnato dal cantare stonato e pure a squarciagola di Gigi, mentre Andrea si limita a fischiettare incessantemente.</p>
<p>Nonostante tutto si guadagnano miglia su miglia, anche se non esattamente sempre nella giusta direzione.</p>
<p>Tutti quanti, tale e tanta è la passione, hanno modo di divertirsi <strong>immaginando di essere in regata ad Auckland su Luna Rossa.</strong></p>
<p>La ruota però è sempre saldamente in mano allo skipper.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070986.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-693" title="ruota" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/05/p1070986.jpg?w=500&#038;h=375" alt="ruota" width="500" height="375" /></a></p>
<p><strong>Il Vecchietto</strong> (questo è il nome della barca) tende, infatti, con vento teso alle andature portanti ad andare all’orza e quindi, molto facilmente, a <strong>straorzare.. </strong></p>
<p>Ciò non rappresenta certo il massimo quando si hanno 25 nodi di vento, onda lunga e formata e si è spesso costretti a <strong>strambare.</strong> –</p>
<p>-    E’ meglio che qui ci sto io ancora per un poco, tanto voi il vostro divertimento l’avete lo stesso. – Aveva affermato qualche ora prima lo skipper, nel momento in cui aveva realizzato che il vento si era di nuovo girato in <strong>Maestrale</strong>, rinforzando contemporaneamente.</p>
<p>Naturalmente quest’ultimo cambiamento aveva fatto sì che per andare all’<strong>Elba</strong> (ormai era diventata una questione d’orgoglio e di principio), avevano il vento direttamente sul muso e, per mantenere la direzione prevista dovevano continuare a fare <strong>bordo su bordo</strong>.</p>
<p>Dopo un altro paio d’ore di quel casino e con il vento che rinforza ulteriormente, lo skipper ordina di prendere <strong>l’ultima mano di terzaroli </strong>e di <strong>issare la tormentina</strong>. –</p>
<p>-    Non voglio arrivare a destinazione a motore; voi cosa ne pensate? – Grida lo skipper per farsi sentire da tutti in quel caos sibilante di vento tra le attrezzature e flutti che schiaffeggiano lo scafo</p>
<p>– Se il capitano <strong>Achab e la sua cerata,</strong> scendono sottocoperta e preparano qualcosina da mettere sotto i denti e qualche birra, penso che andrebbe bene.. O no? –</p>
<p>Continua rivolto a Gigi che prosegue imperterrito a “cantare” come un pazzo.</p>
<p>-    Ok, ok – Risponde quest’ultimo – In effetti mi è venuto un certo appetito. Chi vuol mangiare alzi la mano. – Conclude – Tutti confermano l’appetito e la voglia di birra ed il solito Andrea esclama: -Accidenti, l’ho già detto e lo ripeto: a costo di <strong>disalberare</strong> arriviamo a vela!! –</p>
<p>Il tutto gridato a squarciagola per farsi sentire da <strong>prua</strong>, dove, assieme a Paolo sta cercando di cambiare fiocco in navigazione.</p>
<p>Manovra questa normalmente abbastanza semplice, ma che diventa impossibile con la barca che <strong>rolla e beccheggia </strong>come un puledro punto da un tafano ed il vento che cerca di schiaffarti a mare.</p>
<p>Anche con<strong> tre mani di terzarolo</strong> e la<strong> tormentina issata </strong>al posto del fiocco pesante, risulta molto impegnativo il governo della barca.</p>
<p>Bisogna stare continuamente all’erta: <strong>allascare e cazzare</strong> quasi continuamente le scotte e calcolare il momento più propizio per virare o strambare, per evitare <strong>straorzate</strong> o <strong>ingavonamenti</strong> improvvisi.</p>
<p>Molto importante è anche il tempismo e la sincronia dell’equipaggio durante il cambio di mura</p>
<p>In vista di <strong>Giannutri</strong>, dopo 31 miglia e quasi otto ore di <strong>“divertimento”</strong> lo skipper decide di riparare a <strong>Cala Spalmatoi</strong> ma, dopo una rapida consultazione del portolano, Gigi grida dalla <strong>tuga</strong> che non conviene andare a Cala Spalmatoi perché non <strong>ben ridossata</strong> ed il fondale non è <strong>buon tenitore</strong>.</p>
<p>Si decide quindi di dirigere su <strong>Cala Maestra</strong>, sulla costa Nord-Ovest dell’isola ed unico altro scalo disponibile.</p>
<p>Mancando ancora una cinquantina circa di miglia per l’Elba e non accennando il vento a <strong>bonacciare</strong>, si decide di pernottare sul posto.</p>
<p>Non ci sono <strong>night clubs</strong> ne discoteche.</p>
<p>Se è per questo no c’è neanche una pizzeria.. Ma chi se ne frega!</p>
<p>A bordo abbiamo la cambusa ben rifornita, i beveraggi non mancano, c’è la chitarra di Paolo ed i bongos dello skipper..</p>
<p>Quando la <strong>compagnia è delle migliori</strong> checosa si può chiedere di più?..</p>
<p><strong>Domani mattina</strong>, dopo un buon sonno e con calma, si vedrà cosa fare..</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/683/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=683&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Veleggiata di Primavera: gira la ruota!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 20:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diario di bordo della Veleggiata di Primavera 20 e 21 Marzo 2010.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=635&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Gira la ruota</h2>
<h2>Diario di bordo Veleggiata di Primavera 20 e 21 Marzo 2010.</h2>
<h3>Imbarcazione: Vega</h3>
<h3>Equipaggio: Alessandro, Alessandro, Daniela, Gianluca, Giovanni, Paolo, Roberto</h3>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/03/img_2711.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-650" title="Equipaggio" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/03/img_2711.jpg?w=500&#038;h=333" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>La <strong>primavera</strong> sta arrivando e, come ormai da consolidata tradizione, decidiamo di festeggiarne l&#8217;arrivo con una <strong>bella veleggiata</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;anno però, la primavera sembra voglia farsi attendere ancora un poco e così partiamo con una <strong>previsione meteo</strong> tutt&#8217;altro che favorevole: <strong>pioggia e nuvole per tutto il week ! </strong></p>
<p>Speriamo che almeno ci sia <strong>vento</strong> e si possa uscire.</p>
<p>L&#8217; <strong>equipaggio,</strong> questa volta, è quasi tutto nuovo, infatti, a parte Paolo, tutti gli altri partecipanti sono alla loro prima avventura<strong> insieme a noi</strong>.  Arriviamo in porto Venerdì in serata; prendiamo possesso della barca <strong>&#8220;Vega&#8221; </strong>una vecchia conoscenza, carichiamo <strong>la cambusa</strong> e tanto per cambiare <strong>mangiamo.</strong></p>
<p>Cambiano le persone ma le abitudini rimangono sempre le stesse e anche in questo imbarco, come nei precedenti si sono evidenziati personaggi di spicco sia dal punto di vista <strong>velico</strong> che<strong> conviviale</strong>.</p>
<p>Le previsioni meteo sembrano purtroppo corrette: fuori fa <strong>freddo</strong> c&#8217;è <strong>vento</strong> ed è <strong>coperto</strong> ma per il momento non importa; al calduccio della nostra barca ci prepariamo per andare a <strong>dormire</strong>.</p>
<p><strong>Sveglia</strong> alle 8.30 il cielo è sempre <strong>nuvoloso</strong> ma il <strong>vento è decisamente buono</strong> e il mare sembra promettere un&#8217;<strong>ottima giornata di vela.</strong></p>
<p>Prepariamo la barca, ultimi acquisti di <strong>pane e focaccia</strong> e poi, <strong>molla tutto</strong> si parte.</p>
<p>Le <strong>promesse sono mantenute</strong> vento da Est, Est-Sud-Est costante fra i <strong>20 e i 25 nodi, </strong>mare increspato e perfettamente navigabile.</p>
<p><strong>Prua al vento</strong>, non c&#8217;è un attimo da perdere, issiamo le vele.</p>
<p>E così <strong>drizza di randa</strong>, <strong>scotta di fiocco</strong> apriamo le vele e cominciamo a navigare.</p>
<p><strong>Vega</strong>, la nostra barca, mostra qualche segno di <strong>stanchezza </strong>dopo il lungo inverno; due<strong> garrocci</strong> della randa sono staccati e la <strong>batteria dei servizi </strong>mostra qualche problema di ricarica.</p>
<p>Ma per il momento non ce ne preoccupiamo e veleggiamo splendidamente fra<strong> Aregai e S. Remo.</strong></p>
<p>Poco prima di mezzogiorno incontriamo anche i <strong>delfini</strong> (probabilmente <strong>tursiopi</strong>) due esemplari che nuotano e giocano lungo la nostra prua.</p>
<p>Un&#8217;apparizione <strong>fugace</strong> ma sempre estremamente gradita.</p>
<p>Facciamo appena in tempo a prendere le <strong>macchine fotografiche</strong> che i delfini scompaiono e silenziosi si immergono in<strong> profondità</strong>.</p>
<p>E&#8217; sempre una grande emozione vedere i delfini che nuotano vicino alla prua della barca.</p>
<p>Le ore scorrono veloci <strong>pranziamo</strong> mentre procediamo in un <strong>traverso-lasco</strong> e ci dirigiamo verso <strong>S.Remo</strong>.</p>
<p>Trascorriamo il pomeriggio a risalire il vento con lunghi bordi di bolina che ci portano in vista del porto a <strong>pomeriggio inoltrato</strong>.</p>
<p>E&#8217; ora di rientrare&#8230;<strong>ammainiamo le vele</strong>, fuori i parabordi e ci prepariamo al rientro.</p>
<p>La manovra di ormeggio genera sempre in me un pò di <strong>apprensione</strong> ma questa volta lo <strong>sento più del solito</strong>: vuoi perché<strong> l&#8217;equipaggio</strong> è quasi del tutto <strong>nuovo </strong>vuoi per il <strong>vento abbastanza forte</strong> o per quel <strong>sesto senso</strong> che a volte si sviluppa.</p>
<p>Infatti il<strong> briefing</strong> prima dell&#8217;ingresso in porto è stranamente <strong>lungo</strong> e <strong>abbastanza inquietante</strong>.</p>
<p>Entriamo in porto con circa <strong>20 nodi</strong> di vento <strong>alle spalle</strong>, chiamiamo per radio gli <strong>ormeggiator</strong>i e incominciamo<strong> la manovra.</strong></p>
<p>Inserisco la marcia indietro e piano piano <strong>giro la ruota del timone</strong> per <strong>andare a destra</strong>.</p>
<p><strong>Gira la ruota </strong>ma.. gira <strong>solo quella</strong> !</p>
<p>La barca <strong>va dritta </strong>e il vento la fa andare un pò dove vuole; siamo <strong>senza timone</strong> la ruota di destra gira a vuoto e quella di sinistra sembra <strong>parzialmente bloccata.</strong></p>
<p>La situazione si fa abbastanza <strong>critica,</strong> il vento ci butta <strong>sopra le altre barche</strong>, un po a <strong>colpi di motore</strong>, un po a <strong>spinte</strong> e <strong>acrobazie</strong> <strong>funamboliche </strong>riusciamo a tenerla lontana dalle altre barche e a <strong>evitare danni</strong>.</p>
<p>Con il provvidenziale<strong> aiuto</strong> del proprietario di una barca vicina a e <strong>degli  ormeggiatori</strong> che arrivano con il <strong>gommone</strong> quando ormai<strong> tutto è finito, </strong>riusciamo a mettere Vega al suo posto e a <strong>ormeggiarla come si deve</strong>.</p>
<p>Non riesco ancora a crederci..<strong>ce l&#8217;abbiamo fatta !</strong></p>
<p><strong>Stemperiamo</strong> la tensione scendendo a terra per prendere un caffè poi risaliamo a bordo per <strong>occuparci della cucina.</strong></p>
<p>Prepariamo la <strong>cena</strong> con la collaborazione di <strong>Daniela</strong> che si rivela un ottima cuoca e realizza un eccezionale sugo per la pasta t<strong>onno pomodori, olive e acciughe ! </strong></p>
<p>Così nel <strong>tepore</strong> della nostra barca (il riscaldamento funziona ancora) ci <strong>mettiamo a tavola</strong>; aperitivo, primo, secondo, dolce&#8230;la cena si protrae come sempre in allegria fra<strong> citazioni dotte </strong>(questa volta sulla storia del cinema) <strong>aneddoti e racconti </strong>di vario genere.</p>
<p>Una <strong>passeggiata digestiva</strong> sul lungomare e poi tutti a <strong>nanna</strong>, stanchi ma contenti.</p>
<p>Il mattino seguente si presenta<strong> plumbeo</strong> e <strong>senza vento</strong> con sporadiche <strong>spruzzate di pioggia</strong>; la cosa non ci preoccupa tanto siamo bloccati in <strong>porto</strong>.</p>
<p>Il tempo di fare colazione e di sistemare la barca a poi si <strong>ritorna a casa</strong>.</p>
<p>Finisce così un week end particolare fatto di <strong>emozioni,</strong> <strong>qualche brivido</strong> e come sempre <strong>tanta allegria</strong>.</p>
<p>Arrivederci a tutti alla prossima avventura speriamo con <strong>più sole</strong> e meno <strong>imprevisti.</strong></p>
<p><strong>Grazie a tutti !!</strong></p>
<p>Alex</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/635/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=635&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Embolia da compensanzione&#8221; ma che cos&#8217;è ?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Embolia da compensazione&#8221; ma che cos&#8217;è ? Domenica sera, appena tornato a casa da un week end in barca a vela, vengo subito informato dagli suoceri di un incidente che ha coinvolto 9 subacquei al largo di Bacoli in provincia di Napoli. La scena si ripete Lunedì mattina in ufficio:&#8221; hai sentito dei sub di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=605&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><strong>&#8220;Embolia da compensazione&#8221; ma che cos&#8217;è ?</strong></h2>
<p><strong><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/03/sub.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-633" title="Sub" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/03/sub.jpg?w=400&#038;h=362" alt="" width="400" height="362" /></a><br />
</strong></p>
<p>Domenica sera, appena tornato a casa da un <strong>week end in barca a vela</strong>, vengo subito informato dagli suoceri di un <strong>incidente</strong> che ha coinvolto <strong>9 subacquei </strong>al largo di<strong> Bacoli</strong> in provincia di <strong>Napol</strong>i.</p>
<p>La scena si ripete Lunedì mattina in ufficio:<em><strong>&#8221; hai sentito dei sub di Napoli&#8230;&#8221;</strong></em>.<br />
Orami ci sono abituato, tutte le volte che succede qualcosa di questo tipo parenti, amici e colleghi mi avvisano, <strong>commentano la notizia </strong>o chiedono spiegazioni.<br />
Evidentemente è un modo per dirmi che sono noioso e parlo sempre di <strong>vela e subacquea </strong>o per ristabilire una sorta di equilibrio in contrapposizione a tutte le <strong>esperienze meravigliose</strong> di fondali e veleggiate che sono il soggetto preferito dei i mei racconti.</p>
<p>Puntualmente però, come  sempre in questi casi, mi colpiscono la <strong>disparità di commenti </strong>e <strong>giudizi</strong> sull&#8217;accaduto e il fiorire di <strong>versioni assolutamente inconciliabili</strong> sulla dinamica dell&#8217;incidente.</p>
<p>La cosa è comprensibile trattandosi di persone che non hanno mai praticato la subacquea.<br />
Cerco allora di capire cosa è successo attraverso la rete e trovo diversi articoli sull&#8217;accaduto ma questa volta la <strong>disinformazione</strong> e l&#8217;assoluto <strong>proliferare di inesattezze</strong> mi lasciano veramente perplesso.</p>
<p>I vari articoli che sono riuscito a leggere parlano di <strong>&#8220;embolia da compensazione&#8221;</strong>, <strong>&#8220;scompenso d&#8217;aria&#8221;</strong>, errata misura della <strong>quantità di ossigeno nelle bombole</strong>, e sub che durante la risalita non si sono accorti che l&#8217;ossigeno stava terminando.</p>
<p>In <strong>15 anni</strong> di attività subacquea di cui <strong>10 come istruttore</strong> non mi sono mai imbattuto in uno <strong>&#8220;scompenso d&#8217;aria&#8221;</strong> ne ho mai sentito di sub colpiti da inconvenienti come quelli sopra citati.</p>
<p>Come mai articoli e giornali riportano così tante <strong>inesattezze ed errori</strong> grossolani suprattutto quando si parla di <strong>attività subacquee</strong> ?<br />
Si scrivono fiumi di inchiosto e si spendono milioni di parole su<strong> errori arbitrali</strong>, <strong>rigori sbagliati</strong> e presunti <strong>fuori gioco</strong> senza poter disporre di informazioni corrette su uno sport come la subacquea praticato da migliaiai di persone ogni anno !</p>
<p>L&#8217;attività subacquea non è così <strong>complessa o sconosciuta</strong> da essere avvolta nel mistero e nota solo a <strong>pochi adepti.</strong></p>
<p>Poteva essere così <strong>50 anni fa</strong> ma non adesso dove i corsi di sub sono alla portata di tutti e <strong>largamente offerti</strong> nei <strong>villaggi turistici.</strong></p>
<p>Senza esprimere giudizi di sorta e senza attribuire responsabilità poichè, come sempre, quando non si dispone di informazioni certe non si possono trarre <strong>conclusioni affrettante</strong>, proviamo a fare un pò di <strong>chiarezza sull&#8217;accaduto.</strong></p>
<p>In primo luogo le <strong>bombole</strong> normalmente utilizzate per le immersioni contengono <strong>aria compressa</strong> (la stessa aria che stiamo respirando ora) costituita dal <strong>21% di Ossigeno</strong> e un <strong>79 % di azoto.</strong></p>
<p>E&#8217; possibile immergersi con miscele diverse dall&#8217;aria chiamate <strong>NITROX</strong> che hanno una diversa percentuale di ossigeno (maggiore del 21%) ma non è questo il caso.<br />
I sub in questione possono quindi essersi attardati in profondità per cercare il compagno disperso ed essersi trovati in condizone di <strong>mancanza di aria</strong> cioè con le bombole quasi vuote.</p>
<p>Veniamo alla <strong>compensazione</strong>: quando ci si immerge la pressione ambiente dell&#8217;acqua cresce in funzione della <strong>profondità</strong> (circa un bar ogni 10 metri) questa pressione si avverte su alcune parti del nostro organismo prime fra tutte <strong>le orecchie.</strong></p>
<p>E&#8217; capitato a tutti di immergersi anche solo in apnea con pinne e maschera e sentire un <strong>fastidio ai timpan</strong>i schiacciati verso l&#8217;interno dalla pressione dell&#8217;acqua.<br />
La compensazione serve proprio a <strong>riequilibrare questa pressione</strong> esterna aumentando il valore prsente <strong>all&#8217;interno dell&#8217;orecchio medio</strong>.</p>
<p>La <strong>manovra</strong> più utilizzata per effettuare la compensazione è  la <em><strong>manovra di Valsalva</strong></em> che consiste nel chiudere il naso con le dita immettendo aria all&#8217;interno dell&#8217;orecchio medio espirando dalle narici (come quando ci si soffia il naso).</p>
<p>Problemi di compensazione si possono avere in <strong>fase di discesa</strong> cioè all&#8217;inizio dell&#8217; immerisione e possono provocare <strong>problemi al timpano</strong> come la <strong>sovradistensione </strong>e perfino <strong>la rotttura</strong> ma non si possono verificare in fase di risalita (in risalita si può evere il fenomeno contrario del <strong>blocco inverso</strong>).</p>
<p>Le l<strong>esioni timpaniche</strong> <strong>non danno i sintomi elencati </strong>nei vari articoli (dolori articolari, vomito e nausea) e <strong>non </strong>si curano in <strong>camera iperbarica.</strong><br />
I sisntomi descritti sono invece generalmente collegati con un altra patologia la <strong>Malattia da decompressione (MDD)</strong> a volte chiamata, anche se impropriamente,<strong> embolia</strong>.</p>
<p>La MDD è una patologia provocata dalla <strong>formazione di bolle gassose all&#8217;interno del circolo ematico o dei tessuti</strong> ed è provocata dalla <strong>mancata eliminazione</strong> di gas inerti quali ad esempio l&#8217;azoto.</p>
<p>Un <strong>sub in immersione</strong> respira aria a <strong>pressione via via crescente</strong> in funzione della profondità e questo fa si che i suoi <strong>tessuti accumulino l&#8217;azoto</strong> in quantità che dipendono dalla <strong>profondità raggiunta </strong>e dal <strong>tempo di permanenza.</strong></p>
<p>Se la quantità di azoto <strong>supera certi valori</strong> il sub non può risalire immediatamente in superficie ma deve<strong> fermarsi a profondità intermedie</strong> per <strong>permettere all&#8217;azoto in eccesso di defluire</strong> e poter quindi raggiungere la superficie senza rischi.</p>
<p>Questste soste si chiamano <strong>tappe di decompressione</strong>.</p>
<p>Una delle possibili cause dell&#8217;incidente avvvenuto a Bacoli potrebbe essere propprio questa; i sub si sono attardati troppo a profondità elevate (forse per cercare il compagno disperso) e si sono trovati a dover fare d<strong>elle soste di decompressione</strong> senza però avere <strong>aria sufficiente nelle bombole</strong>.</p>
<p>Sono quindi stati costretti a risalire saltando la decompressione e in superficie si sono manifestati i <strong>sintomi della MDD</strong> patologia che viene curata in <strong>camera iperbarica</strong>.</p>
<p>Se la dinamica dell&#8217;incidente fosse quella sopra descritta, <strong>sono attribuibili al gruppo</strong> ed in particolare <strong>all&#8217;istruttore</strong> <strong>errori di valutazione e violazione di alcune regole fondamentali.</strong></p>
<p><strong>La subacquea,</strong> come molti altri sport e discipline è un <strong>attività sicura</strong> e meravigliosa ma ha delle <strong>regole</strong> e <strong>procedure precise </strong>che devono essere <strong>rispettate.</strong></p>
<p>Il <strong>rispetto delle regole,</strong> la <strong>consapevolezza dei propri limiti</strong> e <strong>l&#8217;attenzione continua</strong> sono requisiti fondamentali nella pratica di un immersione e sono i più validi strumenti a disposizione dei sub per evitare incidenti come questi che possono avere <strong>risvolti anche gravi.</strong></p>
<p>Gli strumenti e le attrezzature oggi a disposizione dei subacquei e le conoscenze acquisite, sono in grado di<strong> limitare fortemente</strong> l&#8217;insorgere di <strong>problemi e di patologie</strong> e di rendere la subacquea un attività estremamente <strong>sicura e divertente</strong>.</p>
<p>Alex</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/605/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=605&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Orca assassina</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 22:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orca Assassina ? E&#8217;  con questo il titolo con cui è comparsa sulle prime pagine dei  giornali la notizia dell&#8217;incidente avvenuto a Orlando, in Florida, in cui un Orca ha ucciso la sua addestratrice. Non voglio  assolutamente sembrare irrispettoso; pietà, serietà e cordoglio sono sentimenti che devono sempre essere presenti quando si parla della scomparsa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=574&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;">Orca Assassina ?</h2>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org"><img class="aligncenter size-full wp-image-577" title="orca" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/orca.jpg?w=400&#038;h=318" alt="" width="400" height="318" /></a></p>
<p>E&#8217;  con questo il titolo con cui è comparsa sulle prime pagine dei  giornali la notizia dell&#8217;incidente avvenuto a <strong>Orlando, in Florida</strong>, in cui un <strong>Orca</strong> ha ucciso la sua <strong>addestratrice.</strong><br />
Non voglio  assolutamente sembrare irrispettoso; <strong>pietà, serietà e cordoglio</strong> sono sentimenti che devono sempre essere presenti quando si parla della <strong>scomparsa di un essere umano</strong>.<br />
Semplicemente però,  non capisco il perché di questi titoli , ne tanto meno <strong>l&#8217;enfasi</strong> che è stata riservata alla notizia.</p>
<p>Perché suscita così tanto interesse un <strong>incidente sul lavoro</strong>, in cui invece che un mezzo meccanico o un errore umano è responsabile un <strong>animale</strong> ?<br />
Forse tanta <strong>enfasi e tanto clamore</strong> sono dovuti al fatto che tali vicende, non fanno che <strong>confermare</strong> la <strong>classificazione  antropomorfa degli animali</strong> tanto cara alla <strong>gente comune.</strong><br />
Pensavo che il <strong>trasferire caratteristiche umane</strong> agli animali ed etichettarli in <strong>buoni e cattivi</strong> fosse ormai, in una società <strong>scientifica ed evoluta</strong> come quella odierna, solo un <strong>retaggio del passato</strong>.</p>
<p>Probabilmente non è così; <strong>il lupo cattivo</strong>, <strong>l&#8217;orca assassina</strong>, <strong>lo squalo killer</strong> che vanno benissimo per la cinematografia e forse le favole trovano ancora il loro posto in una società  progredita (o che almeno si ritiene tale).<br />
<strong>Assassino</strong> è colui che uccide intenzionalmente con <strong>dolo</strong> e<strong> premeditazione</strong>; come fa un <strong>orca</strong> ad essere<strong> assassina ?</strong></p>
<p>Un lupo non è <strong>ne buono ne cattivo</strong>; è un <strong>lupo</strong>!</p>
<p>Un <strong>orca</strong> non è <strong>assassina o giocherellona</strong> è un orca con la sua<strong> natura</strong>, i suoi <strong>istinti</strong>, i suoi <strong>modelli comportamentali</strong> dettati dalla sua <strong>evoluzione naturale.</strong><br />
Ed è proprio questa<strong> natura degli esseri viventi</strong> che sembra venir dimenticata in questi casi.<br />
L&#8217;orca è un animale fortemente <strong>sociale</strong>,<strong> caccia e vive in branchi</strong>; si nutre di <strong>foche, leoni marini</strong> e a volte attacca anche i <strong>cuccioli</strong> di <strong>balena</strong> e gli squali.<br />
Come dovrebbe sentirsi un animale del genere <strong>costretto</strong> a nuotare in <strong>spazi ristrettissimi</strong>, quasi sempre da solo, senza poter cacciare e costretto a saltare come un <strong>burattino</strong> per afferrare il <strong>cibo</strong> e far divertire <strong>esseri </strong>che <strong>non fanno parte del suo mondo</strong> ?<br />
I suoi <strong>istinti,</strong> la sua <strong>natura  repressa</strong> per mesi e forse anni non potrebbe esprimersi una volta tanto ?<br />
Dalle statistiche risulta che in <strong>mare aperto</strong> non si sono <strong>mai</strong> verificati <strong>attacchi</strong> di orche ad un essere umano, mentre nelle strutture simili al parco acquatico del SeaWorld in Florida se ne sono già registrati parecchi.<br />
Ancora una volta non è forse la <strong>cupidigia</strong> umana la responsabile di queste morti.</p>
<p>In nome del <strong>denaro</strong> e del <strong>business </strong>vogliamo fare cambiare agli <strong>animali</strong> la loro <strong>natura</strong> senza pensare alle possibili <strong>conseguenze</strong>.<br />
Non avendo spesso rispetto della <strong>natura umana</strong>, perchè dovremmo averne per quella degli altri esseri viventi.<br />
Non ho mai incontrato un orca dal vivo ma in compenso ho incontrato molto <strong>squali </strong><em>(pesci)</em> con cui ho fatto immersioni, li ho osservati,ho interagito con loro e perfino <strong>presi per le pinne</strong>, sempre con il dovuto rispetto e consapevole dei <strong>rischi</strong>.</p>
<p>Proprio vedendo una di queste foto che mi ritraevano <strong><em>&#8220;in mezzo agli <a href="http://mondidelsilenzio.altervista.org">squali</a>&#8220;</em></strong> , una persona  mi chiese <em><strong>&#8220;ma non avevi paura? Io non mi sarei fidato!&#8221;</strong></em><br />
Forse un po provocatoriamente risposi: <em><strong>&#8220;a volte mi fido di più di uno squalo che di un essere umano&#8230;&#8221;</strong></em></p>
<p>Alex</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/574/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=574&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Haiti tragedia nella tragedia.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 21:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consideranzioni sul terremoto ad Haiti e sulla condizione del piccolo stato caraibico<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=517&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti noi, in particolare velisti e appassionati di mare, i <strong>Caraibi</strong> rappresentano il sogno: paesaggi mozzafiato, spiagge bianche e isolette verdissime immerse in mari cristallini e caldi.<br />
Mete ideali per le vacanze e luoghi fantastici descritti in mille libri di <strong>avventure e di mare</strong>.</p>
<p>Ma fra le isolette e le spiagge, il denaro e i personaggi famosi esiste una porzione di isola che sembra non avere pace, un luogo di povertà, di miseria, fame e disperazione: <strong>Haiti</strong><br />
Una realtà anomala e quasi dimenticata Haiti è fra i paesi più poveri del mondo in cui l&#8217;<strong>80% della popolazione vive </strong>con meno di <strong>un dollaro al giorno</strong> in baracche fatiscenti con un <strong>aspettativa di vita</strong> che non va oltre i <strong>50 anni</strong> e una mortalità infantile che condanna u<strong>n bambino su tre a non raggiungere i 5 anni di vita.</strong></p>
<p>Ex colonia francese indipendente dal 1804, Haiti occupa la parte ovest dell&#8217;isola di <strong>Hispaniola</strong> nei Caraibi mentre la parte est dell&#8217;isola è costituita dalla <strong>Repubblica Dominicana.</strong><br />
La storia di Haiti è unica e per alcuni versi<strong> inspiegabile</strong> in rapporto alle altre realtà caraibiche.</p>
<p>Haiti fu la <strong>prima nazione indipendente dall&#8217;America Latina</strong> in seguito alla ribellione degli schiavi, e la prima guidata da neri.<br />
Nonostante <strong>l&#8217;indipendenza</strong> Haiti ha mantenuto stretti legami con la <strong>Francia</strong> e il francese è lingua nazionale insieme al <strong>creolo</strong>.</p>
<p>Il paese, colpito giorni fa dal un violento terremoto che lo ha riportato in primo piano nelle cronache, vive da anni in uno stato di <strong>emergenza umanitaria gravissima.</strong></p>
<p>Una tormentata storia politica fatta di occupazioni, tirannia e un accanirsi della natura che sembrano ever eletto questo, <em><strong>&#8220;frammento di Africa finito per sbaglio ai caraibi&#8221;</strong></em> ,come una t<strong>erra senza pace e senza speranza.</strong></p>
<p>L&#8217;isola fu occupata dagli Usa dal 1915 al 1934. Partiti i marines, fu guidata da un&#8217;elite militare, e dal 1957 al 1986 dalla dittatura della famiglia <strong>Duvalier</strong> economicamente sostenuta dagli Usa.</p>
<p>In seguito alla rivolta popolare di quell&#8217;anno, Washington organizzò la fuga del tiranno <em><strong>&#8220;Baby Doc&#8221; </strong></em>e della sua famiglia.</p>
<p>Gli scontri durarono per anni. Nel 1990 le elezioni presidenziali furono vinte dall&#8217;ex sacerdote <strong>Jean-Bertrand Aristide</strong>, spodestato l&#8217;anno dopo da un golpe militare, poi tornato al potere grazie al sostegno degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Nel 2000 il suo secondo mandato fu segnato da accuse di corruzione e un nuovo golpe nel 2004 vide l&#8217;inizio di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza mentre nello stesso anno un terribile uragano, <strong>Jeanne</strong>, devastava il Paese.<br />
Da allora è in corso una missione internazionale la <strong>Minustah</strong> sotto l&#8217;egida dell&#8217;<strong>ONU.</strong><br />
L’efficienza dell&#8217; operazione ONU è stata però messa in dubbio da più parti per gli scarsi successi ottenuto nel campo del <strong>disarmo dell&#8217;isola e del controllo della criminalità.</strong></p>
<p>Scontri politici, <strong>corruzione</strong>, <strong>deforestazione del territorio</strong> un tempo verdissimo hanno portato grande povertà in questo paese dove il <strong>65% della popolazione è analfabeta.</strong></p>
<p>Le elezioni presidenziali del 2006, fra molte accuse di<strong> brogli</strong>, hanno visto emergere <strong>Réné Préval.</strong></p>
<p>Il terremoto del 13 Gennaio scorso ha reso &#8220;<strong>apocalittica&#8221;</strong> la situazione  presente oggi sull&#8217;isola; alla <strong>miseria</strong> e alla<strong> fame</strong> endemica si aggiugono la <strong>morte,</strong> le <strong>malattie</strong> e la totale <strong>mancanza di speranza.</strong></p>
<p>Su tutti i giornali o i siti si vedono le <strong>foto</strong> e gli <strong>articoli</strong> su guerre tra disperati per acqua e cibo a colpi di <strong>macete</strong> o <strong>cimiteri a cielo aperto</strong> con mucchi interminabili di cadaveri insepolti.<br />
<strong>Immagin</strong>i crude e forti che come <strong>&#8220;scosse telluriche&#8221;</strong> hanno scosso e scuotono le nostre <strong>coscienze e la nostra sensibilità</strong>.</p>
<p>Da tutte le parti prendono forma <strong>aiuti e iniziative</strong>; <strong>personaggi famosi</strong> e <strong>governi </strong>si mobilitano per inviare <strong>soccorsi</strong> e da ogni parte piovono <strong>richieste di denaro</strong> e <strong>aiuto</strong> in favore della popolazione martoriata di Haiti.</p>
<p>Tutto questo è sacrosanto, bellissimo e giusto.<br />
Non si può restare <strong>insensibili al dolore</strong>, alla <strong>sofferenza</strong> e alla <strong>morte</strong> di così tante <strong>persone</strong>.</p>
<p>Da giorni però un pensiero si affaccia prepotente nella mia mente: <strong>Perchè la loro morte ci sconvolge tanto adesso mentre la loro vita sembrava non importare a nessuno ?</strong></p>
<p><strong>Piangiamo</strong> e proviamo <strong>pietà</strong> per un <strong>uomo morto</strong> sotto le <strong>rovine</strong> della sua <strong>baracca</strong> senza pensare che si stratta dello <strong>stesso uomo</strong> che sarebbe <strong>morto di stenti  di fame o di violenza</strong> nel <strong>silenzio</strong> dentro la <strong>stessa baracca.</strong></p>
<p>Solo il <strong>potere evocativo delle immagini</strong> e <strong>l&#8217;immediatezza della tragedia</strong> sono in grado di f<strong>ar vedere al mondo</strong> una tragedia che  si <strong>consuma silenziosa</strong> da decenni <strong>davanti agli occhi indifferenti del mondo ?</strong></p>
<p>Chissà quanti dei personaggi famosi, che oggi si mobilitano per raccogliere fondi, saranno passati davanti ad Haiti nei mesi scorsi per raggiungere le loro <strong>ville</strong> a bordo di <strong>navi e yacht</strong> da favola, senza pensare che nello stesso istante migliaia di bambini, <strong>là sull&#8217;isola</strong>, <strong>morivano di fame</strong> o erano <strong>venduti come schiavi ?</strong></p>
<p><strong>Sosteniamo</strong> tutti insieme, ognuno secondo le <strong>proprie possibilità</strong>, le iniziative di <strong>solidarietà e fratellanza</strong> che in questo momento tutto il mondo rivolge verso <strong>Haiti </strong>ma con la speranza che questo non sia come sempre un<strong> fenomeno isolato.</strong></p>
<p>Auguriamoci che in questo nuovo anno non <strong>occorrano tragedie e terremoti</strong> per <strong>accorgerci della sofferenza e della poverta</strong>.</p>
<p>Ricordiamo le parole del poeta inglese <strong>John Donne</strong> <em><strong>&#8220;Ogni morte d&#8217;uomo mi diminuisce, perchè io partecipo dell&#8217;umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.&#8221;</strong></em></p>
<p><em>Alex</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=517&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mare silenzi e spiritualità</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mondidelsilenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mare silenzi e spiritualità Da sempre il Natale è un periodo particolare di interiorità e  riflessione ma anche di bilanci in cui ci si coglie l&#8217;occasione per guardarsi dentro e fare un pò di silenzio, dialogare con il proprio io e la propria coscienza alla ricerca di conferme, risposte e speranze. E&#8217; trascorso poco più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=490&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#333333;"><strong>Mare silenzi e spiritualità</strong></span></h2>
<p>Da sempre il <strong>Natale</strong> è un periodo particolare di interiorità e  riflessione ma anche di bilanci in cui ci si coglie l&#8217;occasione per <strong>guardarsi dentro </strong>e fare un pò di <strong>silenzio</strong>, dialogare con il proprio <strong>io </strong>e la propria <strong>coscienza</strong> alla ricerca di conferme, risposte e <strong>speranze.</strong></p>
<p>E&#8217; trascorso poco più di un anno dalla nascita di <strong>Mondidelsilenzio</strong>: un <strong>gruppo </strong> nato quasi spontaneamente intorno ad un&#8217; <strong>idea</strong>, un modo diverso e nuovo di fare <strong>subacquea</strong> e di andare in <strong>barca.</strong></p>
<p><strong>Mondidelsilenzio</strong> è un gruppo  di persone che <strong>amano il mare</strong>, si <strong>immergono</strong> e <strong>navigano</strong> per passione e che lo esplorano <strong>“in punta di pinne</strong>” senza disturbare  il mare per imparare a conoscerlo ascoltando la sua voce e quella delle sue creature. Persone che, <strong>attraverso il mare</strong>, cercano e incontrano una intensa e forte <strong>dimensione umana e spirituale</strong>.</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2009/12/sailfreedom.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-492" title="Sailfreedom" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2009/12/sailfreedom.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>L&#8217; idea ed il nome nascono proprio da questo concetto e da questa <strong>filosofia</strong> dell&#8217; <strong>&#8220;andare per mare in silenzio&#8221;</strong>; non un silenzio esteriore ma <strong>interiore</strong> fatto di amicizia, ascolto, rispetto e <strong>valori.</strong></p>
<p>Andare per mare in <strong>allegria e divertimento</strong> senza dimenticare il rispetto per l&#8217;ambiente e per le altre persone; per costruire legami forti di <strong>amicizia vera</strong> e anche per g<strong>uardarsi dentro</strong> e lasciarci un pò <strong>traformare </strong>dalla<strong> voce del mare</strong>. Una voce in cui  ognuno di noi, a modo suo, ritrova una dimensione quasi <strong>spirituale</strong> come se nel vento e nel mare si riesca a percepire la voce di <strong>Dio.</strong></p>
<p>Mi è capitato spesso di <strong>riflettere e meditare</strong> &#8220;profondamente&#8221; nel corso delle immersioni proprio perchè  il  <strong>&#8220;silenzio del mare&#8221;</strong> e la ricchezza della vita sottomarina mi aiutavano spesso a creare con facilità un <strong>proficuo</strong> <strong>silenzio interiore</strong>.</p>
<p>Così come non posso dimenticare i numerosi e spesso interminabili <strong>dialoghi filosofici </strong>e <strong>spirituali </strong>con gli amici sotto le meravigliose <strong>volte stellate</strong> nelle notti in rada o in navigazione notturna quando lo sciabordio dell&#8217;acqua sulla prua accompagnava come un <strong>canto</strong> le nostre parole.</p>
<p>Momenti intensi  in cui ognuno di noi condivideva con gli altri l&#8217;immenso <strong>desiderio di assoluto</strong>, lo stupore e la meraviglia insieme  alle paure e ai dubbi propri della <strong>condizione umana.</strong></p>
<p>Questi momenti  di <strong>mare e  spiritualità</strong> hanno contribuito a rafforzare l&#8217;amicizia nel gruppo, favorire il dialogo e la condivisione facendo nascere legami<strong> forti e sinceri.</strong></p>
<p>Un modo <strong>molto particolare </strong>di concepire il mare, la subacquea e la vela, che forse può sembrare un pò troppo <strong>romantico ed anacronistico</strong> in una realtà come quella odierna in cui le tensioni politiche ed economiche sembrano mettere in secondo piano la dimensione spirituale e<strong> trascendete dell&#8217;uomo</strong>.</p>
<p>Ma fortunatamente non è così, il desiderio di quel <strong>&#8220;qualcosa di più&#8221;</strong>, il bisogno di dare un senso profondo alle cose che facciamo è <strong>vivo e presente</strong> e stà diventando sempre più forte.</p>
<p>Ho appreso poco tempo fa, dall&#8217;amico <strong>Giorgio</strong>,  la notizia della nascita di un iniziativa ed un progetto chiamato <strong>&#8220;La fede sotto il mare&#8221;</strong> (<a href="http://www.lafedesottoilmare.it">www.lafedesottoilmare.it</a> )</p>
<p><a href="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2009/12/cristo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-497" src="http://mondidelsilenzio.files.wordpress.com/2009/12/cristo.jpg?w=500&#038;h=375" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il progetto propone il binomio innovativo  <strong>fede e subacquea </strong>che<strong>,</strong> partendo dalla scoperta, cura e  conservazione delle statue sommerse prosegue con la diffusione di momenti di <strong>meditazione</strong> e condivisione realizzando e proponendo itinerari subacquei fra <strong>spiritualità ed avventura</strong>.</p>
<p>Un progetto innovativo ed interessante che sta raccogliendo <strong>numerosi consensi</strong>; un esempio di come si possano concigliare divertimento e spiritualità, di come anche l&#8217;immersione subacquea possa diventare un modo per riacquistare  la capacità di stupirci, di <strong>guardare oltre le apparenze</strong> per incontrare davvero il mare e attraverso di lui colmare il nostro desiderio di <strong>verità e di trascendenza.</strong></p>
<p>Aspettiamo ulteriori dettagli sulle prossime iniziative di <strong>La fede sotto il mare, </strong>che speriamo contemplino anche  proposte  <strong>Sail&amp;Diving</strong> !</p>
<p>Grazie a tutti gli <strong>AMICI </strong>con i quali quest&#8217; anno ho condiviso momenti felici sognando insieme sotto le stelle cullati dal mare o sospinti dal vento.</p>
<p>Grazie per tutti gli <strong>occhi</strong> e le <strong>mani tese</strong> che ho incontrato in quest&#8217;anno fitto di avventure, speranze e difficoltà, per gli <strong>sguardi i pensieri le parole.</strong></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>A tutti voi i migliori auguri di un f</strong><strong>elice Natale e di uno splendido Nuovo Anno. Che lo spirito del Natale ci colmi tutti di gioia e di speranza.</strong></span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>BUON NATALE </strong></span></h2>
<p>Alex</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mondidelsilenzio.wordpress.com/490/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mondidelsilenzio.wordpress.com&amp;blog=7133753&amp;post=490&amp;subd=mondidelsilenzio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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